La cantatrice calva

 

di E. Ionesco

 

 

 

Eugène Ionesco 

Nato a Bucarest nel 1912 Eugene Jonescu, rumeno di nascita, ma francese d’adozione è con Samuel Beckett il rappresentante più famoso di quella corrente teatrale contemporanea definita "teatro dell’assurdo" E' morto nel marzo 1994.

   

Ionesco debuttò come commediografo con La cantatrice calva (La cantatrice chauve, 1950), «anticommedia». I protagonisti sono due anonime coppie inglesi: gli Smith e i Martin.

Ecco la prefazione alla scena prima:" Interno borghese inglese, con poltrone inglesi. Serata inglese. Il signor Smith, inglese, nella sua poltrona e nelle sue pantofole inglesi, fuma le sua pipa inglese e legge un giornale inglese accanto a un fuoco inglese". La prima battuta è della signora Smith:"Già le nove. Abbiamo mangiato minestra, pesce, patate al lardo, insalata inglese....".

Improvvisamente entra un pompiere alla ricerca di un incendio da domare. Questo esce, i quattro personaggi imbastiscono una conversazione fitta di luoghi comuni. Il ritmo si fa più incalzante: i quattro urlano le loro battute con i pugni alzati. Le frasi finiscono per diventare suoni senza senso, assonanze, vocali e consonanti isolate. Le luci si spengono. Quando si riaccendono, la commedia ricomincia da capo con i Martin questa volta al posto degli Smith e viceversa. Lentamente il sipario si chiude.

Questi personaggi parlano ma non comunicano, limitandosi a uno scambio di frasi banali e convenzionali, prigionieri del conformismo

La cantatrice calva di Eugène Ionesco, rappresentata a Parigi nel 1950, è il primo esempio di teatro dell’assurdo. La novità assoluta del testo fece sì che all’inizio l’opera fosse accolta con diffidenza; riproposta nel 1955, riscosse un enorme successo, tanto da restare in cartellone per quindici anni consecutivi.
Ionesco aveva deciso di imparare l’inglese e su un manuale di conversazione rimase colpito dall’involontaria comicità dei dialoghi.

Il titolo fu solo un errore di un attore durante le prove.

   

Lo stesso ionesco dice de La cantatrice calva:

« Scrivendo questa commedia (poiché tutto ciò si era trasformato in una specie di commedia o anti-commedia, cioè veramente la parodia di una commedia, una commedia nella commedia) ero sopraffatto da un vero malessere, da un senso di vertigine, di nausea. Ogni tanto ero costretto ad interrompermi e a domandarmi con insistenza quale spirito maligno mi costringesse a continuare a scrivere, andavo a distendermi sul canapè con il terrore di vederlo sprofondare nel nulla; ed io con lui».

 

La definizione «teatro dell’assurdo» è stata formulata dal critico Martin Esslin e accomuna autori quali Eugène Ionesco (La cantatrice calva, 1950; Il rinoceronte, 1959) e Samuel Beckett (Aspettando Godot, 1952; Finale di partita, 1957; Giorni felici, 1961)

 

Consigli di lettura :

La leçon (1951)

Le rhinocéros (1959)