Ifigonia - Il processo allo Sculacciabuchi
Ifigonia e il processo allo Sculacciabuchi non sono opere definite colte, ma non possono mancare in una libreria che voglia essere completa. rappresentano, infatti, lo spirito (forse ormai perso nelle nostre università attuali) della goliardia.
Essere goliardi non significa essere sessantottini, non vuol dire essere scapestrati e prodighi né ignoranti e dediti soltanto al divertimento. il goliarda è giovane, colto, raffinato, sa rendere gioiosa un'opera seria, sa rendere seria un'opera con termini ed espressioni che molti giudicano "volgari". il goliarda è lo spirito giovane di quella cultura che non si fa abbrutire mai, il goliarda è lo spiro giovane che lotta i "vecchi barbogi e tiranni"
Il titolo riprende l'opera Ifigenia in Aulide e trae ispirazione certamente da Shakespeare, Batacchi, Gozzi, e Puccini (Turandot)
Essendo un'opera tramandata per mezzo di innumerevoli trascrizioni successive, esistono molte versioni diverse come diversi sono i possibili candidati alla paternità dell'opera. sembra tuttavia che sia un certo Hertz De Benedetti ad averla composta negli anni '20- '30.
Il processo allo Sculacciabuchi
Il processo che vede alla sbarra Don Clemente Sculacciabuchi,
"imputatodi aver rinculato in un boschetto un bimbo della
sua parrocchia che colà si recava per viole" è in assoluto, il capolavoro
della goliardia italiana fine '800.
Una nota curiosa sta nel fatto che l'autore (Rosati), che scrisse il Processo quando ancora era studente, divenne Ministro di Grazia e Giustizia.