Storia straordinaria di Peter Schlemihl

di A. von Chamisso

Chamisso

Nato in Francia, nel castello di Boncourt [Champagne] nel 1781, in seguito alla rivoluzione francese si trasferì con la famiglia in Germania. Divenne direttore dell'Orto botanico di Berlin, e in questa città morì nel 1838.

 

Storia straordinaria di Peter Schlemihl

E' la storia di un uomo che vende al diavolo la propria ombra in cambio della ricchezza. E' però condannato alla solitudine e all'angoscia.

De Angelis nell’introduzione al libro per le edizioni Garzanti scrive: “… Chamisso per primo mise in circolazione un'aneddotica graziosa e ripetuta in ogni studio sullo Schlemihl … «In un viaggio», scrive Chamisso in una lettera dell'l 1 aprile 1829, «avevo perso cappello, guanti, fazzoletto e tutto il bagaglio; Fouqué mi chiese se non avessi perso anche l'ombra, e ci mettemmo a raffigu-rarci tale disgrazia. In un'altra occasione si stava sfogliando un libro di [August Heinrich] Lafontaine [1758-1831, uno scrittore di intrattenimento, autore di circa 160 volumi], di cui non ho mai saputo il titolo; vi compariva un signore assai compiacente, che in una comitiva tirava fuori dalla tasca ogni sorta di cose richieste; io dissi che dietro adeguata richiesta avrebbe tirato fuori dalla tasca anche carrozza e cavalli. Ecco che era pronto Schlemihl; e una volta che in campagna ebbi tempo e agio cominciai a scrivere».

Paolo Mauri su La Repubblica di martedì 17 agosto 2004 scrive: La Storia straordinaria di Peter Schlemihl ... un classico da leggere o rileggere ... Un giovane in difficoltà economiche va, con una  lettera di raccomandazione, nella casa di un ricco signore. costui,  circondato da numerosi amici e amiche, si sta dando, come si diceva una volta, al bei tempo. Ma c'è un tale con lui, un uomo in grigio, che subito attira l'attenzione di Peter (ma non quella del gruppo di gaudenti) per le sue straordinarie capacità. Ad ogni richiesta del suo signore egli obbedisce senza por tempo in mezzo e, cosa stupefacente, tira fuori dalla tasca ogni sorta di cose delle più svariate dimensioni. Prima è la volta di un cerotto, poi di un cannocchiale, poi, addirittura, di un grande tappeto e persino di un padiglione con tutti i ferri necessari a montarlo. Anche Mary Poppins e anche Eta Beta, dirà il lettore moderno, avranno borse simili a quelle tasche, ma non faranno però, come il signore in grigio, proposte indecenti. Cioè non chiederanno nulla in cambio. La storia è nota, ma anche chi l'ha già letta ha subito voglia di rileggerla perché la magia, che risolve —-o sembra risolvere — ogni cosa in un attimo, non può non attirarci. Noi siamo perennemente affascinati dal pensiero magico oltreché dalla magia in sé: anche se razionalmente lo neghiamo ... Anche Peter, naturalmente, è attratto dalle magie del gentiluomo in grigio. Costui, che altri non è che il demonio in persona, comincia a corteggiarlo. Loda la sua ombra: un'ombra molto bella a suo dire. Se Peter gliela cedesse non avrebbe più nessun problema economico: ecco una borsa che produce monete d'oro senza smettere mai... La geniale trovata di Chamisso sta proprio nell'aver scambiato l'ombra con l'anima. La differenza è che un'ombra sembra cosa di poco conto, un nulla, ma è un nulla narrativamente essenziale: si vede proprio se non c'è, mentre nessuno vi fa gran caso se c'è... Il  patto di Peter con il diavolo, che poi tenterà anche di farsi cedere l'anima, dura poco più di un anno, ma sarà un anno difficile. Col denaro si compra di tutto, ma non proprio. L'ombra dipende da noi, ergo, deve aver ragionato Chamisso, noi dipendiamo da lei. Da botanico qual'era Chamisso ha forse ragionato sugli alberi: che scandalo un grande albero che non produce ombra... Senza ombra, comunque, Peter non può più uscire di giorno con il sole né di notte con la luna.  Chi lo vede se ne accorge subito e poi, sebbene grazie al danaro abbia conquistato protezioni a non finire, non è mai tranquillo. Peter, vendendo l'ombra, ha messo in forse il proprio equilibrio interiore: non riconosce più se stesso. Ha paura. il suo grande amore per Mina va all'aria proprio per la mancanza dell'ombra ... per avere l' anima di Peter il demonio gli offre un'infinità di magici trastulli: la cappa che rende invisibili, un nido miracoloso... Non staremo a dar troppi particolari: diremo soltanto che nel terzo tempo della breve straordinaria storia di Schlemihl compare un ulteriore elemento magico: gli stivali dalle sette leghe. Peter li compra per caso e presto si accorge delle loro incredibili proprietà. Si mette dunque a girare per il mondo passando con disinvoltura da un continente all'altro, dal caldo del deserto ai freddi del Nord.

Pubblicato per la prima volta nel 1814, mentre l'astro di Napoleone sta tramontando, il racconto ebbe un enorme successo. Aveva la grazia di una favola settecentesca mescolata alla tenebra romantica. E come tutti i grandi racconti ha resistito imperterrito ad ogni tentat-vo di spiegarlo. Qualcuno ha pensato ad una un'allegoria anticapitalista. Le ombre non vendono, il danaro non rende felici. Si è detto di tutto, e si è scherzato sull'enorme mole di scritti prodotta intomo ad un testo cosi breve. Che la storia abbia una sua morale è certo. Spinge alla saggezza, ma appaga la voglia di meraviglioso...