I tre moschettieri – Vent’anni dopo – Il visconte di Bragelonne

A. Dumas

 

“I tre moschettieri" fa parte di una trilogia che comprende "Vent’anni dopo", che è il seguito delle vicende trattate nel primo libro, ed "Il Visconte di Bragelonne".

Apparsa nel 1844, l’opera ebbe immediatamente un grandissimo successo ed un consenso unanime in tutt’Europa.

 

Siamo nell’anno 1625; la Francia è governata dal re Luigi XIII e dalla sua sposa Anna d’Austria. Il re non è amato dai nobili ribelli e dagli Ugonotti, ma è sostenuto dal cardinale Richelieu.
Esperto, astuto e privo di scrupoli, Richelieu a volte è consigliere del re, altre volte opera contro il suo volere per abbattere i nemici della Monarchia e consolidarne il potere. Il re, pur stimando Richelieu, si compiace quando le sue guardie personali, i moschettieri, vincono in duello le impeccabili e temutissime guardie del cardinale. È in questo mondo di complotti ed intrighi che si trova D’Artagnan, figlio di un nobile squattrinato guascone che, con la benedizione del genitore e tre doni soltanto, si reca a Parigi per mettersi al servizio del re. Il padre di D’Artagnan dona al figlio quindici scudi, un cavallo spelacchiato ed una lettera di presentazione per il signor di Tréville.
Ed è proprio nello studio del signor di Tréville che D’Artagnan fa la conoscenza dei tre moschettieri: Athos, Porthos ed Aramis, con i quali, dopo poco, sarà costretto a misurarsi in duello. Mentre D’Artagnan, guascone, ovvero buon schermidore, coraggioso, testardo, attaccabrighe, si batte in un luogo solitario contro i tre moschettieri, irrompono le guardie del cardinale Richelieu, dichiarando in arresto i contendenti perché i duelli sono proibiti.
Athos, Porthos, Aramis e D’Artagnan si alleano, mettendo da parte ogni contesa, e diventano buoni amici.
I quattro eroi lotteranno contro gli Ugonotti, sventeranno intrighi, difenderanno l’onore della regina, smaschereranno la perfidia di Milady e riusciranno ad ottenere anche la riconoscenza di Richelieu.
Nel finale della storia dei quattro amici solo il prode guascone resterà sotto le armi: Aramis diventerà abate, Porthos sposerà una ricca vedova e ritornerà a vestire l’abito civile e Athos si trasferirà nel Rossiglione dopo aver ricevuto una piccola eredità. Ma la storia dei quattro moschettieri proseguirà nel meraviglioso “Vent’anni dopo” e nell’affascinante “Visconte di Bragelonne”.

In “Vent’anni dopo” è simile il viaggio in Inghilterra per le vicende della Fronda e della rivoluzione inglese, rivive la crudeltà di Milady nell’implacabile figlio Mordaunt e Mazarino è l’ombra sbiadita del grande Richelieu.

Inizialmente divisi e schierati in campi avversi i tre moschettieri si riuniscono per soccorrere Carlo I e contro le macchinazioni del perfido Mordaunt. Ora i tre moschettieri non sono più gli eroi del primo volume, identificati dai loro nomi di battaglia, ma si presentano con tutto il peso della loro storia araldica e familiare. 

I fatti narrati ne “Il visconte di Bragelonne si svolgono fra il 1661, anno della morte di Mazarino, e il 1673 anno dell’arresto di Fouquet, e ultimo capitolo della vita di D’Artagnan. È in questo libro che compare la Maschera di Ferro (vicenda che Dumas prende da Voltaire) per altro una goccia rispetto a tutto ciò che è narrato nell’opera.

D’Artagnan non è un personaggio letterario. Dumas - con i suoi aiutanti, i cosiddetti “negri” - lo ricalcò su qualcuno vissuto davvero: il nobile Charles de Batz de Castelmore, che era un D'Artagnan per parte di madre.
Nato intorno al 1615 presso Lupiac, nella campagna guascone, e fece carriera non già con Luigi XIII, come vuole il romanzo, ma con Luigi XIV, quando Richelieu era stato sostituito dal Mazarino, e divenne comandante dei moschettieri.
Si sposò a cinquant'anni con Charlotte Anne da Chalency (non amò Costanza Bonacieux, cameriera della regina), una nobile dal pessimo carattere in un matrimonio che durò due anni soltanto, poiché lei si ritirò in convento. Lui aveva comprato casa a Saint Germain de Prés, ed era una casa assai migliore della mansarda descritta da Dumas. Morì all'assedio di Maastricht nel 1675, da Maresciallo di Francia, il più alto grado militare dell’epoca.

 

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